A Volte Ritornano (XXXIV)

(18-05-2008)

“E non voglio che il mondo mi veda”

Giornate che passano tra cattivi pensieri e l’ansia di trovar nuove fobie per giustificare la propria inadeguatezza alla vita vera: sguardi al di la delle nubi che dense si portano via l’ultimo scampolo di bella giornata ed una Primavera reticente.
Dietro quello specchio la parete dei viventi sa che oggi deve starsene zitta tanto non l’ascolterei oppure fingerei dialoghi insesistenti con chi il mio lato oscuro ha maltrattato ma non son ancora pronto a portar la pioggia in salotto.



“Perche’ non penso che capirebbero”

M’imbarazzano i silenzi e la mancanza d’argomenti, sostanzialmente posso riassumere cosi’ il mio male: troppo dipendente dal mio mondo e dai miei codici nascosti per esser vendibile ma troppo pop per esser considerato di nicchia.
Non riesco a sfruttare le occasioni e con il tempo mi son talmente abituato ai rimpianti da considerarli come spot pubblicitari.



“Quando tutto e’ stato creato per esser infranto”

Esco e camminando veloce con il mio passo da pensieri a raffica non mi accorgo nemmeno che mi sto bagnando, l’ombrella e’ la dove l’ho lasciata ma, come al solito, potrebbe essere ovunque ma non qui, ora.
Non fatico a raggiungere quello stato in cui la matematica abbraccia l’impalpabile o se volete quello in cui cento metri lasciano lo stesso ricordo di uno zero. Non sono mai stato tante cose, non sono mai stato tante cose, non sono mai stato tante cose.
Ma ora come ora non me ne viene in mente nessuna.


“Voglio solo che tu sappia chi sono”

Dimenticare? Dovresti lasciarmene il tempo: da qui ad Epsilon Eridani dovrebbe essere sufficiente, no sto solo scherzando, o forse no. Vorrei solo che non mi guardassi cosi’ spenta, tutto qui.
La felicita’ era alla portata. Era. Appunto.


Iris, Goo Goo Dolls

And I’d give up forever to touch you
Cause I know that you feel me somehow
You’re the closest to heaven that I’ll ever be
And I don’t want to go home right now

And all I can taste is this moment
And all I can breathe is your life
Cause sooner or later it’s over
I just don’t want to miss you tonight

And I don’t want the world to see me
Cause I don’t think that they’d understand
When everything’s made to be broken
I just want you to know who I am
 
And you can’t fight the tears that ain’t coming
Or the moment of truth in your lies
When everything seems like the movies
Yeah you bleed just to know your alive


And I don’t want the world to see me
Cause I don’t think that they’d understand
When everything’s made to be broken
I just want you to know who I am
 
I don’t want the world to see me
Cause I don’t think that they’d understand
When everything’s made to be broken
I just want you to know who I am

I just want you to know who I am
I just want you to know who I am
I just want you to know who I am
I just want you to know who I am


Iris

E m’arrenderei per sempre pur di toccarti
perche’ so che in qualche modo mi senti
con te mi sento piu’ vicino al Paradiso di quanto non lo sia mai stato
e non voglio andar a casa ora

E tutto quello che posso provare ora
e tutto quello che posso respirare e’ la tua vita
perche’ prima o poi sara’ finita
solo non voglio che mi manchi stanotte

E non voglio che il mondo mi veda
perche’ penso che non capirebbero
quando tutto e’ stato creato per esser infranto
voglio solo che tu sappia chi sono

E non puoi combattere le lacrime che non verranno
o l’attimo di verita’ nelle tue bugie
quando tutto sembra come nei Film
si, sanguini solo per sapere che sei vivo

E non voglio che il mondo mi veda
perche’ penso che non capirebbero
quando tutto e’ stato creato per esser infranto
voglio solo che tu sappia chi sono

E non voglio che il mondo mi veda
perche’ penso che non capirebbero
quando tutto e’ stato creato per esser infranto
voglio solo che tu sappia chi sono

Voglio solo che tu sappia chi sono
voglio solo che tu sappia chi sono
voglio solo che tu sappia chi sono
voglio solo che tu sappia chi sono
A Volte Ritornano (XXIX)

(19-04-2008)

Tempo fa pubblicai il testo (ma senza traduzione) oggi per associazione d’idee m’e’ tornato in mente: che dire a parte che “ogni giorno e’ il giorno del mio matrimonio”?  Sotto la traduzione provo a raccogliere un po’ d’ idee…

Father Lucifer, Tori Amos

Father Lucifer, you never looked so sane

You always did prefer the drizzle to the rain

Tell me that you’re still in love with that milkmaid

How’s the Lizzies

How’s your Jesus Christ been hanging



Nothing’s gonna stop me from floating

Nothing’s gonna stop me from floating



He says he reckons I’m a watercolour stain

He says I run and then I run from him

And then I run

He didn’t see me watching from the aeroplane

He wiped a tear and then he threw away our appleseed



Nothing’s gonna stop me from floating

Nothing’s gonna stop me from floating



Every day’s my wedding day

Though baby’s still in his comatose state

I’ll die my own Easter eggs

Don’t go yet

And Beenie lost the sunset but that’s OK

Does Joe bring flowers to Marilyn’s grave

And girls that eat pizza and never gain weight



Father Lucifer you never looked so sane

You always did prefer to the drizzle to the rain

Tell me that you’re still in love with that milkmaid

How’s the Lizzies

How’s your Jesus Christ been hanging    



Padre Lucifero



Padre Lucifero, non sei mai sembrato cosi’ equilibrato

hai sempre preferito la pioggerella alla pioggia

dimmi che sei ancora innamorato di quella lattaia

come le lesbiche

come il tuo Gesu’ Cristo e’ stato impiccato.



Niente mi fermera’ dal fluttuare

Niente mi fermera’ dal fluttuare



Lui dice che mi considera una macchia d’acquerello

Lui dice che mi allontano sempre piu’ da lui

sempre piu’

Non mi ha visto osservare dall’ aeroplano

ha asciugato una lacrima e gettato via i nostri semi



Niente mi fermera’ dal fluttuare

Niente mi fermera’ dal fluttuare



Ogni giorno e’ il giorno del mio matrimonio

nonostante il mio ragazzo sia ancora nel suo stato comatoso

moriro’ nel mio Uovo Pasquale

non andare ancora

e Beenie ha perso il tramonto ma va bene cosi’

Joe porta i fiori alla tomba di Marilyn?

e le ragazze che mangiano pizza e non ingrassano mai



Padre Lucifero, non sei mai sembrato cosi’ equilibrato

hai sempre preferito la pioggerella alla pioggia

dimmi che sei ancora innamorato di quella lattaia

come le lesbiche

come il tuo Gesu’ Cristo e’ stato impiccato.




Lettura (a)critica di “Father Lucifer”



Quando usci’, nel 1996, “Boys for Pele” ricevette la maggior parte delle stroncature (a 12 anni di distanza quasi tutte rientrate) non tanto per l’aspetto musicale (incontestabile) ma soprattutto per le Liriche ,che erano (e sono) spesso criptiche (questo e’ vero) ed autoreferenziali (e qui bisognerebbe stabilire a cosa).

Il fatto era che la maggioranza degli ascoltatori partiva da presupposti sbagliati: “Ragazzi per Pele” non e’ un Album sentimentale nel senso frivolo dell’aggettivo, e’ un disco di espiazione, le liriche in realta’ sono preghiere, lamentazioni, litanie e come capita spesso, in questi casi, oscure e misticheggianti (si puo’ dire?)

“Padre Lucifero” e’ un Requiem per un amore morto: la disperata nenia che la Rossa alzava al cielo contro un uomo, reo di averla sottovalutata per anni, colpevole di non capirne le vera profondita’ (i riferimenti al fluttuare) ma allo stesso tempo e’ richiesta di rispetto e silenzio, come a dire che lei e’ territorio sacro (“ogni giorno e’ il giorno del mio matrimonio”).

L’entita’ maligna viene presentata come un poveraccio che cerca d’indurre in tentazione senza disporne i reali mezzi, come uno che scende a compromessi (la pioggerellina piuttosto che la pioggia), come qualcuno intento a realizzare un piano troppo piu’ grande di lui mentre c’e’ chi, ben piu’ “furbo”,  l’osserva dall’alto (l’aeroplano).

Ma la vera rivelazione sta negli ultimi tre versi della seconda strofa, dove l’autrice cita nell’ordine: un’occasione persa, un tentativo tardivo di redenzione e un’ammissione  d’invidia.

Tre Peccati Capitali da esorcizzare con sacrifici immani: un percorso doloroso dove nessuno e’ innocente, che siano Dei o Umani, un Universo autosufficiente di sofferenza, dove le vie di uscita costano caro. Talmente tanto che neanche la creatrice riesce a trovarle (o aver la forza di rinuciare al Dolore come fine ultimo esistenziale).

A Volte Ritornano (III)

(20-09-2007)

“Non confondete come genio quello che e’ mancanza di talento”
(Peter Steele,1993)
 
 
La televisione accesa mentro lavo i piatti, di la, in cucina, i viventi sul muro mi guardano ma oggi non ho nessun amico immaginato (non immaginario, immaginato) che mi faccia compagnia, nessuno con cui discutere, nessuno con cui litigare, fuori e’ quasi primavera dal punto di vista termico ma brutte nubi si affacciano ad occidente e il buco urbanistico che ho dietro casa me le fa vedere bene..restero’ indeciso fino a fine giornata se pigliare la moto o no, sai che novita’ qualsiasi sia la mia decisione il clima fara’ l’esatto contrario dei miei desideri, devo ammetterlo come aruspice sono un vero fallimento ma l’earl grey che ho in dispensa non mi aiuta affatto.
 
Il bollitore fa il suo lavoro rapidamente e mi accingo a sgranocchiare un biscotto pannacacao mentre contemporaneamente ripongo piatti e stoviglie al loro posto, Mtv passa l’ultimo video hiphop di tendenza, e’ il dodicesimo consecutivo e cosi’ tra un”MMM AhAh,Yo!” ,due Mercedes, tre Bentley e sei Ferrari, e dozzine di signorine decisamente discinte la mia mente decide di usare il libero arbitrio, digito il tasto 8 del telecomando…su AllMusic va un po’ meglio per il primo quarto d’ora, Pino Daniele,Silvestri e Cristicchi sono decisamente piu’ consoni al mio instabile umore sospeso tra Inverno e Primavera, mi butto sul divano, cerco di resistere ma ben presto mi addormento.
 
Dura poco questa volta pero’.
Una terribile musichetta si insinua come un cancro dentro la mia testa:
 
“E per ogni giorno
mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo
insieme agli sguardi veloci momenti che tengo per me
e se ti fermassi soltanto un momento
potresti capire davvero che e’ questo che cerco di dirti da circa una vita
lo tengo per me
SEI PARTE DI ME
e lo porto con me
lo nascondo per me”
(Zero Assoluto)
 
NOOOO,  Zero Assoluto,noooo…non me li levero’ piu’ dalle palle per tutta la giornata, mielosa ,stupida e  facile melodia che ammorba i miei pensieri e quel video pusillanime dove tutti sono felici ed e’ sempre estate e quella bionda li che mi ricorda troppo Pratile, avevo fatto richiesta formale di bannarli, avra’ piu’ di un anno sto singolo, che cazzo passa ancora?
 
Devo togliemerli dalla testa, vado in cucina cerco sulla parete un vivente con cui discutere, ma niente oggi sono muti, cerco un disco da far girare ma nulla mi ispira , provo con dell’ industriale cattivo, niente, il morbo sta andando in circolo, un Dvd? Maiden? la Amos? un film?,finisco le ultime trenta pagine di “La Vita,L’Universo e tutto quanto” di Adams?
 
No sono nella fase refrattaria, ormai il danno e’ fatto, decido di uscire e cercare distrazioni…
 
Via A.,”e per ogni giorno..”, Stradella S., “mi prendo un ricordo…”, Via C., “che tengo nascosto…”, Borgo S.L., “lontano dal tempo…”
 
Datemi qualcosa per non pensarci troppo..”Sei parte di me”
 
Allungo il passo, entro da Porta S.L., e per un attimo la visione di un tipo in tuta da ginnastica e IPod che corre come un matto spingendo una carrozzina con tanto di bimba dentro spruzza un po’ di antidoto nelle mie vene, guardo il cielo,le nubi si stanno diradando, non piovera’,ho un’ ombrella, una borsa da uomo, un giubbino della Diesel e della noia, sono le tre del pomeriggio ,attorno a me signore frettolose, tre avventori del “Pitanta”  dei portici vuoti e della noia…
 
 
 
Ponte d. A. e’ proprio davanti a me, il cielo ora e’ bellissimo…policromo, grigio e blu, il ritornello e’ in Loop nel mio cervello “Sei parte di me..” ma per qualche motivo sconosciuto mi sono spento e neanche la sosia di Pratile mi fa tanto effetto, dovevo scattar una foto al tipo che faceva jogging prima, e’ stato miracoloso, oddio non e’ che adesso vada meglio ma almeno l’assenza di emozioni e’ riposante.
 
Il Corso non e’ una sorpresa, non lo e’ mai, percio’ non mi smuove piu’ di tanto..ho bisogno di cioccolato per dar fondo alla mia dipendenza, entro nel primo bar e mi tracanno in tempo zero una cioccolata sotto gli occhi increduli della barista, probabilmente bastera’ fino a domani, esco e ora il cielo e’ totalmente privo di nubi…”Sei parte di me…”, “Sei parte di me…” ora non mi pesa piu’.
 
Questa e’ una stagione multicolore dove tristezza e gioia hanno le stesse sembianze, seguendo il filo logico dei miei pensieri mescolo abilmente buonismo e disperazione post dark e continuo a camminare ma ormai quella che fuori non e’ piu’ citta’, non vedo piu’ nulla, non sento piu’ nulla, percepisco solo il ciotolato sotto me e il cielo sopra, ora potrebbe benissimo piovere e la previsione sarebbe stata giusta ma non accadra’.
 
Mi sveglio dentro Giunti alla cassa mentre sto acquistando “Ricettario di Dolci e Pasticcini” della Demetra ,15 euri spesi incosapevolmente ma tutto sommato bene, non so se il mio inconscio mi ha aiutato e non so cosa vederci ma cosi’ e’ successo e accetto la sentenza di buon grado,esco e ora succede qualcosa di nuovo..
 
In testa non ho piu’ “e lo porto con me..” e nemmeno il surrogato di Pratile ma proprio Pratile e un giro conosciuto di tastiere che non riesco pero’ per il momento ad associare a nessun titolo, mi incammino nuovamente e nonostante la melodia sia piuttosto triste comincio a sentirmi gia’ meglio, non e’ piu’ assenza di emozioni ma nuovi pensieri mi si affollano in testa non tutti positivi ma non mi importa, anche i miei amici immaginati (non immaginari, immaginati) ricominciano a parlarmi, non sono piu’ solo, e uno in particolare mi suggerisce le parole che accompagnano quella musica familiare “Don’t die on me, Don’t die on me”…
 
Mio Dio! In testa per qualche motivo mi e’ entrato il Principe dei Depressi, il Signore delle Storie Lugubri, il Re dell’ Abominio, signori e signore Peter Steele nella sua performance piu’ riuscita “Oh no, per favore non andare, e’ come una morte in familia!”, affretto il passo, a casa dovrei avere il disco… entro nel mio appartamento… “marilyn manson” no, “tool” no, “nine inch nails” no, “type o negative,october rust” quasi.., “type o negative,bloody kisses” si!
 
Cerco rapidamente la traccia numero 10 “Bloody Kisses-A Death in the Family” e la faccio suonare, e dopo 11 minuti per qualche motivo mi e’ tornato il buon umore, riaccendo la tv ,sono pronto ad ascoltare nuovamente hiphop sapendo che nulla potra’ scalfire nuovamente il mio stato d’animo, fuori le nubi sono ricomparse e con il tramonto comincia pure a piovere, vado in cucina e tutte le foto dei viventi sulla parete ricominciano a parlarmi, apro il mio nuovo ricettario, guardo la dispensa, si per una torta cioccolato e banane dovrei aver tutto, domani so gia’ cosa mangero’…
 
Potrei pormi la domanda “Sono malato?” ma non lo faccio, vivo semplicemente i momenti belli e brutti e a quest’ ultimi rispondo come meglio posso, comunque la risposta sarebbe “si”.
 
 
Mo(darkeggiante)
 
 
 
 
“Non molto tempo fa ma molto lontano.
Un piovoso giorno d’inverno.
Si teneva dentro tutto il suo dolore.
Non poteva nasconderlo ancora.
Nessuna lacrima per farsi aiutare.
Lei si uccise.
Sia l’amore che la vita non poterono esser salvati.
Lei li porto’ con se nella tomba.
 
Due anime restarono incomplete.
Dove erano due ora ne e’ rimasta una.
Divise da questo muro di morte.
Ti raggiungero’ presto.
Con il mio sangue trovero’ il tuo amore.
Hai trovato la forza per terminare la tua vita.
Cosi’ faro’ io.
 
On no.
Per favore non andare.
E’ come una morte in familia.
 
Uno stagno cremisi cosi’ tiepido e profondo.
Mi induce ad un sonno senza fine.
La tua mano e’ mia-saro’ coraggioso
Portami via da questa terra.
Una notte senza fine-questa, la fine della vita.
Dalle tenebre sento le tue labbra.
E assaporo i tuoi baci sanguinanti.
 
Oh no.
Per favore non andare.
E’ come una morte in familia.
 
Non morire su di me.
Non morire su di me.
Non morire su di me.
Non morire.
 
(Peter Steele-Type O Negative,1993)