(16-06-2007)
Oggi non credo in niente, questa piacevole sbornia che rimbalza nei miei pensieri mi rende piu’ fragile percio’ continuo a tornar a lei, piacevole compagnia di programmabili serate e feroce desiderio di continua esistenza…
Non so… se il parametro e’ quanto penso a lei forse non ci sono (dentro..insieme) se invece e’ nell’ intesita’ lo sono eccome e praticamente e’ la mia droga, come in un qualsiasi film di nicchia.
Ricordo quando la odiavo e rido pensando al naturale percorso fatto, appena conosciuta,avrei dovuto capire che mi avrebbe catturato,anche se parlava d’altro.
Ma la lascio cosi’ e nessun placebo e’ consolatore se dello stesso diventi dipendente.
Ricordo anche perche’ l’odiavo ma non pensavo che fosse solo un problema di cenni mai arrivati, ma solo di una superficialita’ che era solo ipotetica e che alla prova del nove si e’ rivelata talmente di pura distrazione da costringermi a sostenerla, e mai vuoto e’ stato piu’ dolce.
Come uno sguardo in camera proibito,tutte le mie poche diottrie vanno a perdersi e se anche si e’ promessa altrove potrei celebrare la mia sconfitta come la piu’ grande delle vittorie, se solo per un attimo concedessi il beneficio del dubbio alla mia sensibilita’.
Come un essere etereo spingo il mio supplizio, che e’ fatto di pensieri critici, verso la conoscenza di lei…
…conoscenza che potrebbe capire se solo leggesse tra le righe.