(14-05-2007)
Iron Maiden, Un’intima biografia…
Iron Maiden:
Professione: Band Rock, Heavy Metal
Nati a: Londra, East End
Anno: 1976
Anno Primo Disco: 1980
1980: PaulDi’Anno:Voce, Steve Harris: Basso, DaveMurray: Chitarra, Dennis Stratton: Chitarra, Clive Burr: Batteria
Dischi: Iron Maiden, 1980
Avevo 6 anni quando questa formazione pubblico’ il primo album percio’ non ho ricordi diretti (anche se bisogna dire che io a 6 anni ascoltavo gia’i Floyd e credeteci o no per colpa di mio nonno i Joy Division..ma questa e’ un’altra storia…) dunque non avendo nessun ricordo diretto non posso aver nostalgia, certo “Iron Maiden” e’ un album carino ed e’ fondamentale perche’ contiene in se “Phantom of The Opera” che a mio avviso e’ la prima canzone Metal della storia ma tutto il resto e’ un mix Speed-Rock-Punk che non sempre mi esalta…inoltre che brutta produzione!
1981: Via Dennis Stratton (dissidi artistici) entra Adrian Smith alla chitarra.
Dischi: Killers,1981
Anche qui non li avevo ancora conosciuti ma “Killers” con la sua velocita’ e la sua atmosfera cupa (prodotto tra l’altro da quel guru di nome Martin Birch che stara’ con i Maiden fino a ‘90 inoltrati)e’ ancora tra i miei dischi preferiti e poi segna l’esordio del mio Maiden preferito e cioe’ Smith (primo da destra nella foto in alto)
Fine 1981: Paul Di’Anno lascia (problemi di dipendenza)e come voce subentra Bruce Dickinson.
Dischi: The number of The Beast,1982.
Le discussioni su chi sia stato il miglior singer dei Maiden sono annose. a mio modo di vedere sia dal punto di vista dell’estensione vocale (e dunque della qualita’ del canto), della composizione e della presenza sul palco Di’Anno non vale un 0,000000000000000000000000001% di Dickinson, bisogna dire che io Paul dal vivo con i Maiden non l’ho mai visto dunque potrei essere traviato da questioni affettive, ma non credo, comunque “The Number of The Beast” nonostante sia stato l’album della loro consacrazione (soprattutto negli States) e contenga veri classici come “Hallowed be thy Name”, la Title Track e “Run to the Hills” a mio vedere e’ ben distante da essere il loro capolavoro.
1983: Via anche Clive Burr (dipendenza) e alla batteria entra Michael “Nicko” Mc Brain.
Dischi:
Piece of Mind,1983
Powerslave,1984
Live After Death (doppio dal vivo),1985
Somewhere in Time,1986
Seventh Son of a Seventh Son,1988
Io li ho conosciuti (meta’ ‘87, vedi Post “La Musica del Diavolo, Tag “Musica e storie” del 9 Maggio 2007) con questa formazione percio’ e’ quella a cui sono piu’ legato..
Veri capolavori gli album di questo periodo, che hanno definito gli stilemi classici del metal fino ad arrivare con gli ultimi due a ridisegnarli e ad influenzare tutto il Prog e Power Metal dei ‘90 fino ad oggi.
“Piece of Mind” strutturato e iperclassicheggiante, “Powerslave” veloce, ipertecnico e cupo, “Somewhere in Time” tecnologico (primo uso dei sinth da parte loro) e poetico, “Seventh Son of a Seventh Son” epico e misticheggiante, e in mezzo quel capolavoro tra gli album dal vivo che e’ “Live after Death”…immancabile.
1989: Quando seppi della notizia che per motivi artisti (rimasero amici tant’ e’ vero che partecipo’ ad un’ ospitata a Donington nel ‘92) Smith stava per abbandonare la band (sostituito da Janick Gers) non vi nascondo che piansi e pensai “e adesso che ne sara’ di noi?”
Dischi:
No Prayer for the Diyng,1990
Fear of the Dark,1992
A Real Live One, A Real Dead One, Live in Donington (Album dal vivo,l’ultimo e’ doppio),1993
In effetti da qui fino al suo rientro nel ‘99, secondo me i Maiden subirono una regressione artistica che li porto’ a incidere album mediocri…
Certo il maggior compositore era gia’ prima del suo arrivo il fondatore e bassista Harris, ma secondo me Adrian portava nel gruppo quell’equilibrio (facendo spesso da intermediario tra Steve e quell’altra testina dal nome Bruce Dickinson) che permetteva performance creative di alto livello,infatti dopo pochi anni anche Bruce abbandono’, si era rotto qualcosa…
Degli album di questo periodo vi e’ poco da salvare se non nel primo “Bring your Daughter to the Slaughter”( che curiosamente e’ il loro singolo piu’ venduto) e la Title Track del secondo.
1993: Dickinson leva le tende (motivi artistici e monetari che comunque non portarono a una rottura dei rapporti interpersonali perche’ mantennero lo stesso staff produttivo e manageriale in comune) e arriva Blaze Bailey…
Dischi:
The X Factor,1995
Virtual XI, 1998
Cosa dire?
Bailey non era all’ altezza e basta, gli album dal punto di vista creativo non erano neanche male (soprattutto il cupissimo “The X Factor”) ma la sua voce era improponibile per i Maiden (bisogna dire che in preda ad una sindrome di onnipotenza Harris si mise anche a produrre..per fortuna qualcuno lo fece desistere..)
Da dire come cosa positiva che in quegli anni non si fecero prendere dalla smania, come fecero altri ,di modificare il loro sound verso dei generi emergenti (Grunge e Nu-Metal) e questo probabilmente permise a loro di sopravvivere…
La cosa divertente e’ che nel frattempo Dickinson e Smith misero in piedi una loro band (con il nome del primo) che produsse due album bellissimi “Accident of Birth”,1996 e “The Chemical Wedding”,1998 che vendettero di piu’ degli album dei Maiden e soprattutto erano paurosamente Metal…
Io mi chiesi: “Ma Ragazzi non avevate abbandonato gli Iron per far qualche altro genere?”(Motivazione ufficiale di entrambi al momento dello Split…) Mah!
1999: Reunion, via Bailey, rientra Dickinson e anche Smith e dunque da questo momento i Maiden avran tre chitarristi…
Dischi:
Brave New World,2000
Rock In Rio (Doppio dal vivo),2001
Dance of Death, 2003
Death on the Road (Doppio dal vivo), 2005
A Matter of life and Death, 2006
Non si sa chiaramente qual’e’ il motivo principale della Reunion ,a me piace pensare che sia umano e artistico (anche se una componente economica c’e’ sicuramente) e devo dire che le cose prodotte da loro in questi anni a me piacciono moltissimo (sara’ che sono vecchio e rncoglionito anch’io ma a me certe scelte epicheggianti e acustiche han preso subito) e son contento di riveder Smith tra di noi…
Molti non la pensano come me e affermano che siano solo de vecchi dinosauri senza idee…non lo so a me pare che ne abbiano di piu’ di molti gruppi nella nuova corrente metal (ascoltate con attenzione “A Matter of Life and Death” please!), ma non voglio polemizzare…
L’Importante e’ che la Familia sia ancora tutta insieme e vi assicuro che dal vivo son tutt’altro che vecchi stanchi…
UP THE IRONS!