A Volte Ritornano (XXXVIII)

(21-04-2008)

Il Principe delle Storie Lugubri sussura: “ti amero’ fino alla morte”.

Giornate in cui la meterologia non aiuta. Torno a casa alle 7.30 am dopo una notte lavorativa, le mie sensazioni sono come le nubi di questo cielo: assenti ma presenti. So che prima di sera la pioggia tornera’ e con lei i miei cattivi pensieri. Un incedere lugubre mi accompagna nel riposo diurno, sognando qualcosa che non verra’: “sono le aspettative a fotterci”. Se Pratile fosse ancora qui con me lo confermerebbe, togliendomi di nuovo qualsiasi speranza, avvolgendomi nella sua impietosa sincerita’. Un abbraccio mortale che ancora desidero e di cui ora avrei bisogno: ma lei se ne andata, nel suo luccichio cinico aveva colto le ragioni del mio fallimento, cosi’ legato al mio svolazzare esistenziale da diventarne dipendenza.

Mi inerpico in sentieri non battuti, ogni tanto cerco la sua mano sapendo  che comunque mi lascerebbe precipitare: nel suo volermi bene egoistico intuiva quando lasciarmi solo nelle mie ore di buio, per poi arrivare inaspettata con fendenti luminosi dritti al cuore e al cervello. Difficile ammettere di desiderare cio’ che ti fa male, difficile pensare di poterne farne a meno: me lo aveva preannunciato: “fara’ piu’ male la mia assenza, fidati Amore Mio”.

Cosi’ le nubi si addensano: cerco negli occhi della gente la stessa dolce cattiveria, cerco Pratile anche dove so di non poterla trovare e scappo da dove la incontrerei. So che la mia ora non e’ ancora arrivata, so che, quando lei vorra’, sapra’ dove trovarmi, qualsiasi sia la forma in cui decidera’ di trasfigurarsi.