(09-10-2009)
S’insinua a rapidi colpi di vibrafono. Un eco leggera e destabilizzante conduce dentro labirinti che ora sono anche miei. Fuori dalla mia finestra il cielo è limpido ed il mondo in movimento mi fa paura: mi terrorizzano tutti quei bipedi dal pollice opponibile che affollano il mio quartiere e la mia città.
Vorrei uscire ma sono intrappolato qui a contare i battiti. Appese alle pareti persone (ir)reali mi mandano messaggi di apparente quiete e conforto: oggi hanno deciso di stare dalla mia parte.
Oggi hanno deciso per lo status quo.
Essere uno e multiplo non è facile: soprattutto per le persone immaginate, dentro la tua testa. Un rumore proviene da Oriente. Va ad incontrare la mia esitazione che viaggia in senso opposto…
Rapidi colpi di vibrafono…
Non sono mai stato tante cose, non sono mai stato tante cose, non sono mai stato tante cose. Ma ora come ora non me ne viene in mente nessuna. Inutile pure appellarsi ai fantasmi dei mesi rivoluzionari passati: quello che provo mentre scivolo via non è abbastanza reale per esser afferrato ma troppo poco etereo da respirare.
Rimango qui, conto i battiti. Ritornerò.