A Volte Ritornano (XXIX)

(19-04-2008)

Tempo fa pubblicai il testo (ma senza traduzione) oggi per associazione d’idee m’e’ tornato in mente: che dire a parte che “ogni giorno e’ il giorno del mio matrimonio”?  Sotto la traduzione provo a raccogliere un po’ d’ idee…

Father Lucifer, Tori Amos

Father Lucifer, you never looked so sane

You always did prefer the drizzle to the rain

Tell me that you’re still in love with that milkmaid

How’s the Lizzies

How’s your Jesus Christ been hanging



Nothing’s gonna stop me from floating

Nothing’s gonna stop me from floating



He says he reckons I’m a watercolour stain

He says I run and then I run from him

And then I run

He didn’t see me watching from the aeroplane

He wiped a tear and then he threw away our appleseed



Nothing’s gonna stop me from floating

Nothing’s gonna stop me from floating



Every day’s my wedding day

Though baby’s still in his comatose state

I’ll die my own Easter eggs

Don’t go yet

And Beenie lost the sunset but that’s OK

Does Joe bring flowers to Marilyn’s grave

And girls that eat pizza and never gain weight



Father Lucifer you never looked so sane

You always did prefer to the drizzle to the rain

Tell me that you’re still in love with that milkmaid

How’s the Lizzies

How’s your Jesus Christ been hanging    



Padre Lucifero



Padre Lucifero, non sei mai sembrato cosi’ equilibrato

hai sempre preferito la pioggerella alla pioggia

dimmi che sei ancora innamorato di quella lattaia

come le lesbiche

come il tuo Gesu’ Cristo e’ stato impiccato.



Niente mi fermera’ dal fluttuare

Niente mi fermera’ dal fluttuare



Lui dice che mi considera una macchia d’acquerello

Lui dice che mi allontano sempre piu’ da lui

sempre piu’

Non mi ha visto osservare dall’ aeroplano

ha asciugato una lacrima e gettato via i nostri semi



Niente mi fermera’ dal fluttuare

Niente mi fermera’ dal fluttuare



Ogni giorno e’ il giorno del mio matrimonio

nonostante il mio ragazzo sia ancora nel suo stato comatoso

moriro’ nel mio Uovo Pasquale

non andare ancora

e Beenie ha perso il tramonto ma va bene cosi’

Joe porta i fiori alla tomba di Marilyn?

e le ragazze che mangiano pizza e non ingrassano mai



Padre Lucifero, non sei mai sembrato cosi’ equilibrato

hai sempre preferito la pioggerella alla pioggia

dimmi che sei ancora innamorato di quella lattaia

come le lesbiche

come il tuo Gesu’ Cristo e’ stato impiccato.




Lettura (a)critica di “Father Lucifer”



Quando usci’, nel 1996, “Boys for Pele” ricevette la maggior parte delle stroncature (a 12 anni di distanza quasi tutte rientrate) non tanto per l’aspetto musicale (incontestabile) ma soprattutto per le Liriche ,che erano (e sono) spesso criptiche (questo e’ vero) ed autoreferenziali (e qui bisognerebbe stabilire a cosa).

Il fatto era che la maggioranza degli ascoltatori partiva da presupposti sbagliati: “Ragazzi per Pele” non e’ un Album sentimentale nel senso frivolo dell’aggettivo, e’ un disco di espiazione, le liriche in realta’ sono preghiere, lamentazioni, litanie e come capita spesso, in questi casi, oscure e misticheggianti (si puo’ dire?)

“Padre Lucifero” e’ un Requiem per un amore morto: la disperata nenia che la Rossa alzava al cielo contro un uomo, reo di averla sottovalutata per anni, colpevole di non capirne le vera profondita’ (i riferimenti al fluttuare) ma allo stesso tempo e’ richiesta di rispetto e silenzio, come a dire che lei e’ territorio sacro (“ogni giorno e’ il giorno del mio matrimonio”).

L’entita’ maligna viene presentata come un poveraccio che cerca d’indurre in tentazione senza disporne i reali mezzi, come uno che scende a compromessi (la pioggerellina piuttosto che la pioggia), come qualcuno intento a realizzare un piano troppo piu’ grande di lui mentre c’e’ chi, ben piu’ “furbo”,  l’osserva dall’alto (l’aeroplano).

Ma la vera rivelazione sta negli ultimi tre versi della seconda strofa, dove l’autrice cita nell’ordine: un’occasione persa, un tentativo tardivo di redenzione e un’ammissione  d’invidia.

Tre Peccati Capitali da esorcizzare con sacrifici immani: un percorso doloroso dove nessuno e’ innocente, che siano Dei o Umani, un Universo autosufficiente di sofferenza, dove le vie di uscita costano caro. Talmente tanto che neanche la creatrice riesce a trovarle (o aver la forza di rinuciare al Dolore come fine ultimo esistenziale).

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