Little Earhquakes, Tori Amos (U.S.A.), EastWest/Atlantic, 1992.
Tracklist:1)Crucify 2)Girl 3)Silent all these years 4)Precious Things 5)Winter 6)Happy Phantom 7)China 8)Leather 9)Mother 10)Tear in your Hand 11)Me and a Gun 12)Little Earthquakes
La pubblicazione di quest’ album fu tribolata, infatti l’ Atlantic aspetto’ quasi tre anni, dal momento in cui Tori lo propose, per metterlo sul mercato perche’ il precedente progetto della rossa cantautrice e cioe’ il gruppo “Y Kant Tori Read” fu un vero fiasco e anche perche’ nel glamour degli anni ‘80 un album dominato dal pianoforte e da reminiscenze classicheggianti lasciava perplessi sulla sua riuscita commerciale.
Pero’ come spesso accade tutto il male non venne per nuocere e l’atmosfera esistenzialista della musica anni ‘90 (con il Grunge in primis) fu sicuramente piu’ adatta alle tematiche dolorose di questo capolavoro del Pop d’autore (autrice in questo caso…)
Se infatti le melodie non sono mai troppo complesse, anzi spesso molto orecchiabili anche se mai si toccano eccessi della musica tipicamente Easy Listening, a fare da contraltare ci sono testi decisamente intimi e spesso dolorosi che vanno ad affrontare tematiche spesso adolescenziali come il rapporto con un dio visto come malvagio (Crucify), la sgradevole sensazione di essere troppo sensibili in un mondo comunque violento (Precious Things), l’abbandono dell’ ambiente familiare e i rapporti contrastati con quest’ ultimo (Mother e la bellissima Winter) nonche’ commoventi racconti di amori finiti male (Tear in your Hand).
Questa dicotomia di fondo tra dolci melodie e una ricerca catartica del dolore visto come fine esistenziale e’ il punto di forza del disco ed e’ sostenuto dalle capacita’ tecniche di un’ ottima strumentista e dalla sua voce calda che riesce sia a sussurrare che ad esplodere in rabbiose grida senza mai perdere il controllo della struttura delle canzoni anzi esaltandone i contenuti drammatici.
Non un album difficile all’ ascolto insomma ma sicuramente un ’ opera da vivere intensamente senza troppe distrazioni se si vogliono cogliere i profondi contenuti, dove inoltre sono presenti canzoni come la nuda “Me and a Gun” e la dolce “Silent all these Years” che son diventati veri e propri inni generazionali soprattutto negli States.
Dopo quest’ album Tori spinse ancora piu’ in la certe tematiche e approfondì certe acrobazie sonore, qui ancora allo stato embrionale, che la resero famosa, ma queste sono altre storie…